L’uso corretto dello specchietto retrovisore

Seppure sia passato tanto tempo da quando lo specchietto retrovisore ha fatto la sua comparsa, una recente indagine ha evidenziato che molti candidati non superano l’esame per conseguire la patente sia per la scarsa conoscenza e sia per il cattivo suo utilizzo.

Forse, un veloce ripasso potrà risultare utile, proprio per evitare una bocciatura.

La sua obbligatorietà

Risale al 1977 l’obbligatorietà in Italia dello specchietto retrovisore (www.silux-auto.it). Infatti, fu proprio la Legge 707 che introdusse tale obbligo. Pertanto, autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori, per poter circolare ne devono essere equipaggiati.

Uno dei punti centrali, utili poi durante l’esame pratico di guida, è il ricordarsi che questi debbono essere orientati. Questo, oltre che per non essere bocciati, serve proprio per ottenere una visibilità piena.

Quindi, dopo che si è provveduto a regolare la posizione del sedile, visto che le altezze variano, ci si dovrà, anche ricordare di orientare gli specchi. Ovviamente, queste operazioni vanno eseguite quando il veicolo è fermo.

La sua importanza

Ma, al di là di cercare di non farsi bocciare all’esame per la patente, è bene ricordare che questo è un dispositivo davvero importante tanto per la nostra sicurezza quanto per quella degli altri. Infatti, anche se annulla completamente quelli che sono noti tecnicamente come angoli ciechi, contribuisce a rendere maggiormente sicura l’esecuzione delle proprie manovre, con la consequenziale riduzione di possibili incidenti stradali.

In conclusione, tutti, si devono ricordare che questo oggetto non è un optional da utilizzare a caso, ma è una parte fondamentale per una guida sicura.

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